Packaging e riciclo: come cambierà la filiera europea tra PPWR, design for recycling e nuovi materiali
Con l’entrata in vigore del PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, il settore del packaging si prepara a una trasformazione profonda. Obblighi di contenuto riciclato, criteri di riciclabilità, digitalizzazione e tracciabilità avranno un impatto diretto anche sui processi produttivi e sui macchinari industriali. Per comprendere come evolverà il comparto nei prossimi anni abbiamo raccolto il punto di vista di Fabrizio Di Gregorio, Technical Director di Plastics Recyclers Europe, l’associazione europea che rappresenta il settore del riciclo delle materie plastiche, e referente tecnico di RecyClass, piattaforma cross-industry che riunisce produttori, converter, brand owner e riciclatori per sviluppare protocolli di test e linee guida europee sulla riciclabilità degli imballaggi in plastica.
Nei prossimi anni gli imballaggi in plastica dovranno contenere una quota crescente di materiale riciclato proveniente dal post-consumo, anche nelle applicazioni “food contact”. Parallelamente, il packaging dovrà essere progettato fin dall’origine per facilitare raccolta, selezione e riciclo su larga scala, mentre la tracciabilità digitale dei materiali diventerà sempre più centrale lungo tutta la filiera. Questi elementi spingeranno probabilmente verso una maggiore semplificazione dei materiali e una più forte integrazione tra produzione e riciclo: elementi che avranno un’influenza importante sul mercato.
Dott. Di Gregorio, in che modo la standardizzazione europea influenzerà la progettazione dei macchinari industriali?
Il nuovo quadro normativo europeo avrà un impatto significativo anche sui macchinari industriali. Le linee produttive dovranno infatti gestire materiali riprogettati per la riciclabilità, strutture monomateriale e supporti contenenti plastica riciclata post-consumo. Questo richiederà maggiore flessibilità e capacità di adattarsi a specifiche tecniche più stringenti, soprattutto considerando la variabilità tipica dei materiali post-consumo.
Quando entreranno in vigore le nuove disposizioni del PPWR?
Il Regolamento europeo sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio (PPWR) è già ufficialmente in vigore dall’11 febbraio 2025. Tuttavia, le sue disposizioni operative saranno pienamente applicabili a partire da agosto 2026. Entro quella data, i produttori saranno tenuti a rilasciare una dichiarazione di conformità relativa agli articoli dal 5 al 12 del regolamento, con particolare attenzione ai requisiti riguardanti le “Substances of Concern” e la riciclabilità.
Negli anni successivi verranno inoltre emanati diversi atti di legislazione secondaria per implementare il PPWR, inclusi quelli relativi ai criteri di riciclabilità e al contenuto obbligatorio di plastica riciclata, con applicazione prevista dal 1° gennaio 2030.
Ci sono tecnologie di packaging o labeling che rischiano di essere penalizzate?
Negli ultimi anni iniziative europee come RecyClass hanno sviluppato protocolli di test per valutare riciclabilità e selezionabilità degli imballaggi in plastica, contribuendo alla definizione di linee guida sempre più precise per il design for recycling. Tra le soluzioni considerate maggiormente penalizzanti emergono gli imballaggi multistrato non separabili, le etichette full-body, le etichette non removibili durante il processo di riciclo e gli adesivi incompatibili con il riciclo. Anche alcuni inchiostri, come quelli a base nitrocellulosica o quelli che rilasciano componenti in acqua, rappresentano oggi elementi critici.
L’industria sta quindi sviluppando soluzioni alternative in grado di conciliare funzionalità dell’imballaggio, marketing display e riciclabilità a fine vita.
Che direzione sta prendendo il design di packaging ed etichette?
L’evoluzione dei criteri di riciclabilità sta modificando in modo sostanziale il design degli imballaggi, soprattutto in ambito plastico. Le strutture dovranno diventare più semplici e orientate il più possibile alla monomaterialità.
Anche le etichette saranno coinvolte in questa evoluzione: dovranno essere più piccole o meno spesse, così da favorire la selezionabilità degli imballaggi, oltre che facilmente removibili durante i processi di riciclo.
Parallelamente, si assisterà a una riduzione significativa di elementi che interferiscono con il riciclo, come barriere funzionali, additivi e filler. In alcuni settori sarà inoltre necessario rivedere shelf life e logistica dei prodotti.
Quali nuovi requisiti emergeranno per materiali e adesivi?
Dal 2030 potranno essere immessi sul mercato europeo soltanto imballaggi classificati come riciclabili secondo le future classi europee A, B o C. Gli imballaggi realizzati con materiali privi di una filiera industriale consolidata di raccolta, selezione e riciclo tenderanno quindi a scomparire. Per il packaging plastico, alcuni polimeri come LDPE, HDPE, PP, PET e PS saranno favoriti rispetto ad altri, ma dovranno comunque rispettare criteri europei di riciclabilità che saranno standardizzati entro il 2028.
I materiali dovranno essere testati e validati per verificarne la compatibilità con i processi di riciclo. Le etichette dovranno essere compatibili con gli imballaggi in plastica e non interferire con la selezionabilità, mentre le superfici stampate saranno più limitate e i colori chiari verranno favoriti.
Anche gli adesivi dovranno evolvere verso soluzioni wash-off, mentre il contenuto obbligatorio di plastica riciclata dovrà essere certificato e tracciabile.
Dove si concentrano oggi le principali criticità della filiera del riciclo?
La raccolta differenziata rappresenta ancora oggi la fase più complessa e costosa dal punto di vista economico e logistico. Nonostante gli obiettivi europei, esistono ancora flussi di imballaggi che non vengono raccolti per il riciclo e finiscono in incenerimento, discarica o esportazione.
Un’altra criticità riguarda la selezione: un imballaggio raccolto ma non correttamente selezionato non può essere riciclato e genera un costo sia economico sia ambientale. Per raggiungere gli obiettivi normativi sarà quindi necessario investire in nuova capacità di raccolta, selezione e riciclo, oltre che in tecnologie avanzate in grado di produrre feedstock di qualità sempre più elevata.
Quali innovazioni avranno l’impatto maggiore sui macchinari di packaging?
Accanto all’innovazione nel design degli imballaggi, sarà fondamentale innovare anche produzione, selezione e riciclo. Negli ultimi anni stanno nascendo nuove tecnologie che rendono più semplice e precisa la selezione degli imballaggi durante il riciclo. In particolare, l’intelligenza artificiale aiuta gli impianti a riconoscere automaticamente i diversi tipi di plastica, mentre il “digital watermarking” introduce codici invisibili sugli imballaggi che ne facilitano l’identificazione.
Parallelamente, stanno evolvendo anche le tecniche di riciclo meccanico, cioè il processo che trasforma la plastica usata in nuova materia prima. L’obiettivo è ottenere materiali riciclati sempre più puliti e sicuri, fino a poterli riutilizzare anche per la produzione di nuovi imballaggi destinati al contatto con gli alimenti.
La crescente pressione normativa richiederà sistemi sempre più evoluti di tracciabilità dei materiali vergini e riciclati. In questa direzione, RecyClass sta sviluppando un progetto basato su blockchain per la digitalizzazione della tracciabilità della plastica riciclata lungo la filiera.
PPWR: punti salienti
Il PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), Regolamento UE 2025/40 in vigore da febbraio 2025, è la nuova normativa europea che impone regole stringenti su riduzione, riuso e riciclo degli imballaggi. Mira a rendere tutti gli imballaggi riciclabili entro il 2030, riducendo i rifiuti del 5% entro il 2030 e del 15% entro il 2040.
Punti chiave del Regolamento PPWR
Obiettivi temporali
- Il regolamento entra in vigore nel 2025, con adeguamenti previsti a partire da agosto 2026
Riciclabilità
- Tutti gli imballaggi dovranno essere progettati per essere riciclati entro il 2030.
Contenuto riciclato
- Obbligo di quote minime di materiale riciclato negli imballaggi in plastica (es. 30% per il PET a contatto alimentare).
Riduzione rifiuti
- Obiettivi di riduzione pro-capite del 5% entro 2030
- 10% entro 2035
- 15% entro 2040.
Riuso e Compostabilità
- Incentivi al riuso e obbligo di compostabilità per alcune tipologie (es. etichette ortofrutta, cialde caffè) entro febbraio 2028.
Limitazione spazi vuoti
- Lo spazio vuoto negli imballaggi (es. e-commerce) non deve superare il 50%.
Etichettatura
- Armonizzazione delle etichette per facilitare la raccolta differenziata in tutta l’UE.
Il PPWR sostituisce la precedente direttiva 94/62/CE e, in quanto regolamento, è direttamente applicabile negli Stati membri, garantendo un quadro uniforme per ridurre l’impatto ambientale e promuovere l’economia circolare.

